
Se il federalismo fiscale funziona
Per fortuna esiste la curva di Laffer, altrimenti chi ci avrebbe
creduto. Chi lavora sodo lo dice da tempo, non serve una cattedra
per capirlo, ma essere un tecnico è un'altra cosa.
La curva a campana che mette in relazione l'aliquota di imposta
con le entrate fiscali parla chiaro: troppe tasse rendono più
poveri. Venne creata nel 1980 da Arthur Laffer, economista
dell'University of Southern California, per convincere l'allora
candidato repubblicano alle presidenziali, Ronald Reagan, a
diminuire le imposte dirette. Laffer ipotizzava che esiste un
livello oltre il quale lavorare, produrre, fare impresa non è più
conveniente ed è meglio restare a casa. La veridicità di questa
teoria non è mai stata dimostrata, ma l'Italia potrebbe raggiungere
questo triste primato.
Abbiamo le tasse più alte del mondo. Il termometro dell'ufficio studi di Confcommercio indica quota 55% e viene in mente quanto ognuno debba lavorare ogni anno per regolare i conti con lo stato. La Cgia di Mestre, basandosi su un prelievo del 45%, aveva calcolato il mese scorso che nel 2012 avremmo lavorato per il governo 165 giorni, fissando la data fatidica al 14 giugno. Ma i nuovi dati lasciano presupporre che ci libereremo delle tasse in netto ritardo. È dello stesso parere Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, secondo il quale «la maggioranza silenziosa che non evade è costretta a pagare in alcuni casi ancora di più, arrivando fino al 70%».
In realtà, diversi paesi già da tempo tengono questo conto,
arrivando a celebrare il giorno in cui si è teoricamente guadagnato
un reddito sufficiente a finanziare l'annuale onere fiscale. Nasce
così il Tax Freedom Day ed è l'Inghilterra a dare inizio ai
giochi. L'Adam Smith Institute ha calcolato che i sudditi di sua
maestà nel 2012 hanno lavorato per il regno 149 giorni. Recessione,
aumento dell'Iva e del petrolio hanno ritardato l'appuntamento
rispetto allo scorso anno. Solo dal 29 maggio i cittadini inglesi
lavorano per se stessi. Non male, ma c'è chi fa molto meglio.
Tennessee, Stati Uniti. Qui lo stato bussa alla porta del
lavoratore per appena novanta giorni.
A sostenerlo è la Tax Foundation che, analizzando il prelievo
fiscale stato per stato, fissa al 31 marzo il Tax day più virtuoso
del paese. Seguono South Dakota, Alaska, Oklahoma e Texas. La media
della nazione per il 2012 non supera il 17 aprile: da queste parti,
la curva di Laffer è e restrerà ancora a lungo solo una
congettura.




















