
Primarie o si muore
Alla fine il dubbio è sempre quello: cosa ha in mente Silvio
Berlusconi? Chi lo ha incontrato in questi giorni lo ha descritto a
volte indeciso sul da farsi, altre come pronto a tutto. Entrambe le
descrizioni sono indice di come il Cavaliere sia aperto a qualunque
ipotesi sul futuro del centrodestra. Ivi compresa quella delle
ormai famigerate liste civiche di supporto al Pdl.
Un'ipotesi coltivata finora solamente dai diretti interessati
(Daniela Santanchè, solo per fare un nome) e dalla grande stampa
nazionale. Ma, qualora fosse reale, colliderebbe, per prospettiva
politica e tempistica, con le primarie lanciate in grande stile da
Angelino Alfano. E suffragherebbe le voci che accreditano i due
leader azzurri in disaccordo sul da farsi. "Le elezioni primarie si
faranno il prima possibile, tra fine settembre e inizio ottobre -
ha fatto sapere il capogruppo del Pdl a Palazzo Madama, Maurizio
Gasparri - Condivido la necessità di un cambiamento generazionale
che Berlusconi non ha voluto solo condividere, ma addirittura
promuovere". Gasparri si affretta a smentire qualunque ipotesi di
progetti paralleli al partito: "Berlusconi è il presidente del
Popolo della libertà, non ha bisogno di liste civiche. Il discorso
che Berlusconi sia a capo di una lista civica è un'ipotesi
inesistente".
Significativamente, due calibri da novanta del "cerchio magico"
di Alfano hanno concesso interviste con le quali hanno rilanciato
le primarie. Se per cementare il sodalizio tra Berlusconi e Alfano
o per fermare iniziative eterodosse dell'ex premier è oggetto
dell'arrovellarsi dei retroscenisti. "Abbiamo eletto Alfano
segretario su indicazione di Berlusconi - spiega l'ex ministro
Raffaele Fitto - E aggiungo: pochi giorni fa, tutti insieme,
abbiamo deciso di varare le primarie". Fitto puntualizza che
"Berlusconi non sta mettendo in discussone nulla di tutto ciò",
motivo per il quale nessuno può immaginare di mettere in
discussione lui".
Gli fa eco un altro ex componente dell'ultimo governo di
Centrodestra, Mara Carfagna. Il cui tono è tuttavia più
interlocutorio: "Escludo una rottamazione del Pdl. Rincorrere
Grillo sul terreno delle liste civiche sarebbe rispondere alla
superficialità con superficialità. Non credo che Berlusconi voglia
commettere questo errore". Insomma: se realmente la strada che ha
in mente il Cav va in direzione delle liste civiche, ne vedremo
delle belle.





















