
Frau Merkel piange in cinese
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha chiesto alla Cina di usare tutta la sua influenza per convincere Teheran ad abbandonare il suo programma di armi atomiche. Pechino infatti è il maggior acquirente di petrolio iraniano. La Mekelha riferito alla stampa di aver discusso la spinosa questione con il governo cinese ed il suo leader, Wen Jiabao, ma ha riconosciuto che Pechino si oppone fermamente all'opzione di un possibile embargo petrolifero nei confronti dell'Iran, così come ad attuare pressioni su quest'ultimo.
"La domanda che stiamo analizzando, è come e in che modo possiamo convincerela Cina ad usare la sua influenza per impedire all'Iran di procedere nella costruzione di armi nucleari", ha dichiarato Angela Merkel. Pechino compra oltre il 15% delle sue importazioni di greggio dall'Iran, e gli analisti cinesi hanno lanciato l'allarme circa l'ingente danno economico che il divieto di acquisto di petrolio iraniano potrebbe causare al fu Celeste Impero. Non comprando più greggio persiano ci si dovrebbe approvvigionare altrove e questo genererebbe inevitabilmente un aumento consistente del prezzo del carburante cinese. Intanto l'Iran continua a ribadire la gigantesca "balla" sul fatto che il programma nucleare in atto a Teheran sarebbe destinato soltanto all'uso per scopi pacifici e per la ricerca scientifica.
L'Unione Europea la scorsa settimana ha decretato il divieto di
importazione, d'acquisto e di trasporto del petrolio iraniano, e la
cancelliera tedesca non vuole assolutamente che Pechino colga al
volo quest'opportunità per aumentare le proprie importazioni dal
paese di Ahmadinejad. L'Europa è la principale destinazione per le
esportazioni cinesi, e Pechino è preoccupata per l'impatto che la
crisi sta avendo sulle imprese esportatrici e su quelle che si
stanno installando e avviando in questo periodo in Europa.
I leader europei vogliono che la Cina e altri investitori globali
si stabiliscano nel vecchio continente in modo tale da ingrandire
il fondo di salvataggio dell'Europa, ovvero il Fondo Europeo di
Stabilità Finanziaria (EFSF). Il gestore del fondo, Klaus
Regling, ha detto in ottobre durante una visita a Pechino che la
Cina e altri investitori asiatici avevano acquistato circa il 40%
delle obbligazioni emesse dal fondo sin dal suo inizio nel maggio
2010.
Tuttavia, il premier cinese, Wen Jiabao, ha affermato che dopo i
colloqui avuti conla Merkel, il suo governo sta studiando come
giocare un ruolo maggiore nella risoluzione della crisi del debito
europeo, partecipando al fondo di salvataggio EFSF o al
meccanismo europeo di stabilità (MEE), che sarà operativo nel
prossimo luglio e che prevede di sostituire l'attuale EFSF.





















