
Il Pd le perde tutte
Il Pd riparte dal Mediterraneo. Dopo Genova, i seggi delle primarie dei Democratici si spostano a sud, direzione Palermo. Non è un mistero che la situazione politica siciliana sia ingarbugliata. Ma anche nel capoluogo isolano, il principale partito del centrosinistra rischia recitare il ruolo del comprimario. Questa volta con il placet della segreteria. Pierluigi Bersani sta infatti sponsorizzando la candidatura di Rita Borsellino, donna per tutte le stagioni (e le sconfitte), esponente d'area. Ma priva della tessera, nonché di una visione strategica che coinvolga gli interessi del Pd. La sua categorica bocciatura a priori di qualunque possibile accordo con il Terzo Polo, sostenuta da Giuseppe Lupo, il segretario regionale delle truppe democratiche, ha creato uno smottamento che potrebbe diventare una slavina. Una decisione che ha prodotto una corposa mozione di sfiducia nei confronti del segretario regionale e, di conseguenza, contro Bersani.
Il leader Pd non può permettersi di retrocedere da un sostegno
convinto ad un metodo - quello delle primarie - che l'ha visto
soccombere in tutti i grandi palcoscenici sui quali le sue truppe
si sono cimentate. Sia per l'investimento che tutto il partito ha
fatto su tale asset politico, sia perché paventare primarie di
coalizione in autunno è uno dei modi per tenere in mano il pallino
della discussione sulla legge elettorale. Il modello ispano-tedesco
proposto dalle minoranze del partito mal si concilierebbe con un
discorso coalizionale. E soprattutto renderebbe più complicata
l'influenza della segreteria nella decisione dei candidati.
A sparigliare parzialmente il campo è arrivato Salvatore Vassallo,
senatore vicino al rottamatore Pippo Civati: "Si potrebbe studiare
un meccanismo di doppio turno che coinvolga tutti i candidati alle
primarie di coalizione, sia quelli del Pd che delle altre forze
politiche - ha spiegato Vassallo - Si potrebbe stabilire che sia
dichiarato vincitore chi arriva primo e ottiene almeno il 40 per
cento dei voti, e nel caso in cui nessuno risponda a questi
requisiti, si va al ballottaggio tra i migliori due candidati al
primo turno".
Una proposta che è piaciuta poco a buona parte del partito. Giorgi
Merlo, vicepresidente della Commissione di vigilanza Rai, l'ha
liquidata quale "carnevalata". "Va bene che la fantasia è senza
limiti - ha spiegato Merlo - Ma forse è consigliabile, almeno
quando si parla di primarie, ricominciare a tenere i piedi
saldamente per terra. E questo per evitare di essere ridicoli e per
non colpire ulteriormente il Pd".















piccola.jpg)





