
Tutti al centro(destra)?
Chiamatela estate, lamentatevi pure del suo caldo asfissiante e
dell'umidità che non lascia tregua, ma negli ultimi giorni spira un
vento gelido dal Nord, di quelli che ti bloccano il collo
procurandoti il più inaspettato dei mal di gola fuori stagione.
Ebbene sì, l'aria invernale arriva rispettivamente da Padania e Val
di Susa dove si giocano due partite decisive per gli assetti della
politica italiana. Da una parte c'è una Lega di musi lunghi e
dichiarazioni al vetriolo, dove il giramento di "balle" è
all'ordine del giorno tanto da far ridiscutere quotidianamente
l'alleanza con il Pdl.
Dall'altra parte campeggia la questione della Tav Torino-Lione
che, tra scontri ideologici e sassaiole pratiche, ha spaccato la
sinistra gettando ombre sul ruolo di Nichi Vendola, tacciato di
estremismo e malcelato compiacimento per i disordini in Val Di
Susa. In tale contesto si inserisce l'Udc di Casini, ciclicamente
corteggiato da questo o quello schieramento politico. Figurarsi ora
che il Pdl non può fare affidamento sulla Lega e cerca, dunque,
sponde sicure là dove batte il sole della ex Democrazia Cristiana.
Là dove Pier ha costruito il Terzo Polo insieme a Rutelli e Fini,
guadagnando ben poco in termini di voti, ma conservando quell'ago
della bilancia capace di stravolgere gli equilibri ai ballottaggi
come in Parlamento. "Tutti sanno che la nostra forza è
semplicemente decisiva", ricordava Casini a Repubblica appena
qualche giorno fa.
Negli ultimi giorni però, da Via Dell'Umiltà sono partiti ripetuti
messaggi d'amore verso degli scudocrociati. Nel week-end post
Consiglio Nazionale del Pdl in tanti auspicavano un
riavvicinamento, lunedì Cicchitto aveva parlato di un "nuovo
dialogo con l'Udc", mentre appena 24 ore dopo la casella di posta
di Via Due Macelli è stata subissata dalle letterine degli azzurri
con Antonio Tajani in primis che rilancia l'ambizione di "costruire
un grande partito di moderati sul modello del Ppe". Intervistato
dal Giornale, Il vicepresidente della Commissione Europea ha
sottolineato che "nel Ppe Casini è già con noi, Pdl e Udc votano
assieme, hanno la stessa visione della società, dell'economia,
della famiglia e dell'etica". Fanno tutto insieme, da veri
conviventi. Allora perché non sposarsi? E infatti, sottolinea
Tajani, "bisogna partire dall'Europa per arrivare in Italia".
Se non bastasse quest'apertura di portoni, con tappeto rosso
incluso, a stretto giro di posta è giunto un messaggio implicito ma
altrettanto chiaro di Gaetano Quagliariello che, interpellato
dall'Avvenire, si spertica in un elogio senza quartiere del
cattolicesimo applicato al centrodestra. "Vita, famiglia,
sussidiarietà e libertà educativa sono principi non negoziabili -
ha detto Quagliariello - su questi non si tratta e chi avesse
intenzione di farlo non potrebbe far parte del Pdl". Nelle parole
ritorna il concetto del "grande partito popolare" ed emerge, pur
senza riferimenti, la comunanza di vedute con l'Udc. I centristi
finora non hanno mai ceduto alle lusinghe dei pontieri azzurri,
guardando con diffidenza e ironia agli inviti provenienti dal Pdl
ma ora, magari in chiave futura, qualcosa potrebbe cambiare.
D'altronde a Casini continuano a chiedere "cosa voglia far da
grande" o come intenda affrontare eventuali elezioni ed oggi, con
l'alleanza del centrosinistra che include uno scomodo Nichi
Vendola, l'Udc avrebbe pochi motivi di comunanza e i suoi elettori,
che per la Rive Gauche non hanno mai fatto i salti di gioia, non
glielo perdonerebbero. In più l'elezione di Alfano a segretario
Pdl, è stata accolta dal prudente favore dei centristi che,
bypassando una volta per tutte Berlusconi, potranno cominciare a
dialogare con il delfino del Cav, seriamente intenzionato a
riportare l'Udc nell'alveo del centrodestra. "L'elezione di Alfano
non va sottovalutata", ha confermato Pierferdy.
"Alfano è un fuoriclasse, è il nuovo Forlani", ha chiosato un
raggiante Gianfranco Rotondi, ministro di Berlusconi dal pedigree
democristiano che stavolta ha scomodato l'Arnaldo pesarese di cui
Casini fu prima discepolo e poi braccio destro. La strategia, da
affinare nelle prossime settimane, è quella di continuare a
corteggiare i centristi sul piano dei valori e degli ideali che Pdl
e Udc condividono a tal punto da poter ricominciare un cammino di
governo l'uno al fianco dell'altro. Per gli azzurri, da settimane
col fiato della Lega sul collo, si tratterebbe di piazzare un colpo
importante per la sopravvivenza futuro e contemporaneamente
assestare un gancio niente male a Gianfranco Fini che, orfano
dell'Udc, brancolerebbe nel buio di percentuali futuristicamente
basse.
















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