
Tremonti, voci di dimissioni
Silvio Berlusconi ha un'idea fissa: lui non sbaglia mai. Capita
così che di fronte ad una sconfitta l'ultimo pensiero diventi
l'autocritica. Non è mai colpa sua, c'è sempre qualcuno che,
volontariamente o no, gli ha messo i bastoni tra le ruote. Al tempo
della prima sconfitta con Prodi (1996) se la prese con la Lega. Poi
(2006) fu il tempo dei brogli elettorali. Oggi (elezioni
amministrative) la pallina della roulette berlusconiana si fermerà
sulla casella di Giulio Tremonti.
E' lui il prescelto. Ed è su di lui che si concentreranno gli
strali dei berlusconiani. Al titolare di Via XX Settembre verrebbe
rinfacciata una gestione del superdicastero economico
eccessivamente personalistica e inspiegabilmente rigorista. Niente
a che vedere con la necessaria elasticità che serve durante una
campagna elettorale per poter promettere, elargire, regalare.
Fin qui è tutto chiaro: serviva un capro espiatorio e lo si
troverà nel buon Giulietto. Quale sarà, però, la strategia? I
beninformati raccontano di un attacco preparato nei minimi dettagli
e pronto ad essere sferrato durante l'ufficio di presidenza
rifissato per domani alle 18. Ad alternarsi nel ruolo di
inquisitori di Tremonti ci saranno Renato Brunetta, Stefania
Prestigiacomo e qualche altro ministro insoddisfatto della linea di
rigore imposta dal commercialista di Sondrio.
I parlamentari di stretta osservanza tremontiana raccontano di un Divo Giulio deciso a rimettere il mandato nelle mani del Premier. Da Via dell'Umiltà, per converso, ribadiscono la volontà del Premier di liberarsi dell'ingombrante inquilino dell'Economia. Al suo posto arriverebbe Renato Brunetta, più vicino alla linea del Presidente e del partito. E il posto lasciato libero dal ministro dell'Innovazione finirebbe sul tavolo di un'eventuale trattativa con gli ex finiani. In pole position per un posto da ministro c'è Adolfo Urso.
















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