Caos Pd nella Piacenza di Bersani

I vertici dei sindacati confederali coinvolti in inchieste giudiziarie; la Camera di commercio in via di commissariamento per una vicenda di falsi iscritti alle associazioni degli agricoltori; alcune pratiche urbanistiche della Giunta comunale su cui Procura e Guardia di finanza starebbero per concentrare l'attenzione. A Piacenza per il gotha politico ed economico da sempre vicino al centrosinistra si sta vivendo il periodo più difficile.
Sui muri della Camera del lavoro ieri mattina è comparsa la scritta "Cacciate via i ladri" in spray rosso che sintetizza il disagio della città e ha riportato l'orologio della storia indietro di diciotto anni. Le prime crepe nel "sistema" si sono formate alla fine dello scorso giugno, quando Alfonso Filosa, direttore dell'Ispettorato del lavoro, fu colto sul fatto mentre riscuoteva una mazzetta: gli imprenditori locali pagavano ingenti per essere avvertiti dei controlli dei Carabinieri. Molti i contatti di Filosa con i vertici economici cittadini.
La seconda testa a cadere è stata così quella del segretario provinciale della Cisl, Gianni Salerno, iscritto nel registro degli indagati per concorso esterno in corruzione. Di diverso tenore, seppur sempre gravi i fatti addebitati ai vertici della Cgil. Almeno 150 pensionati si sarebbero trovati iscritti a loro insaputa alla Spi, il sindacato di categoria, portando un guadagno nelle casse del sindacato di almeno 15mila euro l'anno grazie alle trattenute. Alla Uil invece un funzionario è stato arrestato perché vendeva permessi agli immigrati per rimanere in Italia. Acque poco tranquille anche alla Camera di Commercio, dove uno scontro tra Confagricoltura e Coldiretti (con questi ultimi che avrebbero dichiarato più associati rispetto a quelli realmente esistenti) ha bloccato il rinnovo dei vertici e da Bologna la Regione manderà così un commissario per sbrogliare la questione.
In Comune dove governa il centrosinistra con il sindaco Roberto Reggi, unico primo cittadino a essere riuscito ad ottenere un secondo mandato, a far penare sono le pratiche urbanistiche. Sulla demolizione dell'ex Scuola di formazione dell'Enel, a duecento metri da piazza Cavalli, il cuore della città, per farne appartamenti e negozi è entrato a gamba tesa l'economista Giacomo Vaciago, ex sindaco e ora consigliere comunale uscito dal Partito democratico, denunciando un raddoppio del valore dell'area.
Colpevole della "speculazione edilizia" sarebbe il vicesindaco Francesco Cacciatore, su cui pesa la mozione di sfiducia che si discuterà lunedì in Consiglio comunale. Sullo sfondo, ma pronto a infiammarsi, c'è lo scontro tutto interno al Partito democratico per le prossime Regionali. A scontrarsi saranno il bersaniano e segretario provinciale Pd Paolo Botti, l'attuale presidente di Legacoop Marco Carini, proposto e sostenuto dal sindaco Reggi e dai lettiani, e Patrizia Calza, ex assessore provinciale, franceschinana e con forti appoggi nel mondo dell'agricoltura.
Alle "primariette" dei circoli il segretario provinciale si è piazzato terzo dopo Carini. Il clima di sfiducia generale rischia così di portare incertezza nei risultati delle elezioni di marzo e per la prima volta all'Assemblea regionale potrebbe non essere eletto un bersaniano doc.
