Bersani, il ritorno dei professionisti

Quando nel 2001 Walter Veltroni si dimise da segretario dei DS per correre alle comunali di Roma, lasciando per strada per la prima volta i suoi sodali, i dalemiani che tornavano a dirigere il partito sghignazzarono: "Fate posto ai professionisti, fuori i dilettanti". I dilettanti che lavoravano insieme a Veltroni erano Passuello, che aveva diretto le Acli, dirigenti politici come Chiaromonte, Zani e Tonini, uomini del valore di Giorgio Ruffolo e Biagio De Giovanni, miglioristi giovani e vecchi come Morando e un certo Napolitano, che allora si occupava di Europa e oggi pare ricopra ancora un incarico istituzionale di un qualche rilievo. Erano i dilettanti.

La stessa aria si respira oggi tra i dalemiani, sicuri che il loro Bersani succeda a Franceschini. Fuori i dilettanti e dentro i professionisti: tanto che cominciano a circolare i primi nomi della prossima segreteria. Migliavacca, attuale responsabile dell'organizzazione, dovrebbe restare tale. Fu imposto a Franceschini da Fassino, che a metà febbraio rassicurava tutti della comprovata fede fassiniana di Migliavacca, quando anche gli uscieri del Nazareno sapevano che lavorava per D'Alema e Bersani. Il lettian-dalemiano Boccia dovrebbe andare all'economia, mentre l'altra lettiana Mosca al lavoro. Al figlio di Bachelet, bindiano di lungo corso, dovrebbe andare la scuola o la formazione, mentre l'altra bindiana Miotto dovrebbe prendere gli enti locali.

Di quasi tutto il resto (esteri e difesa, giustizia e sicurezza) farebbero incetta i dalemiani di ieri, di oggi e di domani, con il coordinamento della segreteria affidato a Penati, il ritorno di Cuperlo alla comunicazione e un incarico alla Turco, all'assistente di D'Alema Orfini, all'europarlamentare e grande studioso di Togliatti Gualtieri. Un po' di spazio dovrebbe poi conquistarsi qualche sindaco - in ruoli meno importanti, che poi non possono mai venire a Roma perché sono impegnati a fare i sindaci dalle loro parti. Fuori il partito, Enrico Letta dovrebbe sostituire Antonello Soro come capogruppo alla Camera, mentre per la fedelissima Finocchiaro dovrebbe esserci una conferma alla presidenza dei senatori democratici.

Il nodo ancora irrisolto è se aprire subito ai popolari di Marini e Fioroni, che per allora avranno scaricato Franceschini, o attendere la sconfitta alle regionali per aprire la fase della segreteria unitaria. Difficile dirlo. Per ora si può solo dire che le grandi manovre dalemiane sono appena cominciate.

mercoledì 23 settembre 2009 Leo Bloom
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