Il colpo di teatro del Cav
Le veline in lista, poi le ragazze immagine in camera, il divorzio con sua moglie e quello da Gianfranco Fini. Silvio Berlusconi è un uomo abituato ad affrontare l'emergenza. Ed è un uomo che nell'emergenza tira fuori il meglio.
Nella sostanziale apatia di fine 2008 si inventò i gazebo, il
predellino, il Pdl e un partito in grado di rivitalizzare un popolo
e il suo leader in un colpo solo. Oggi, in questo assaggio
autunnale di 2009, il colpo di teatro potrebbe chiamarsi "election
day". No, non "elezioni anticipate". Che nella testa della
gente suonano simili a "crisi" o a parole così. Proprio "election
day", presentato magari come una grande mossa per risparmiare
milioni di euro accorpando elezioni regionali e nazionali ed
evitando in futuro di spendere soldi preziosi per i cittadini.
Peccato che le legislature, in Italia, non durino mai cinque anni,
ma questo potrebbe essere un dettaglio se schiacciato da una
massiccia campagna di comunicazione come solo Silvio sa.
Elezioni nel 2010, quindi, proprio assieme alle Elezioni
Regionali. L'idea al Cav l'avrebbe data la costante marcia di
avvicinamento di Gianfranco Fini all'ex alleato Pierferdi Casini e
il continuo tiramolla interno al Pdl, tra fondazioni che attaccano,
Presidenti della Camera che stuzzicano e poteri forti che
sostengono i dissidenti. Una bella forzatura, in stile
perfettamente berlusconiano, per contare e pesare i singoli leader
una volta per tutte. Nella testa di Silvio ci sta lo scenario di
un'elezione con ben tre schieramenti: da una parte il Pdl e la
Lega, dall'altra il Pd guidato da Bersani con l'Italia dei Valori e
la sinistra, in mezzo Casini, Fini, Follini, Rutelli ed Enrico
Letta con candidato un bel nome chic, tipo Luca Cordero di
Montezemolo.
Fantapolitica? Non tanto se, come sussurrano certi ambienti vicini
a Palazzo Grazioli, starebbe addirittura circolando un sondaggio
segretissimo con gli scenari possibili e di cui vi riferiremo
presto. Gli uomini più vicini al Cav lo sconsigliano di
abbinare politiche e regionali per paura di danneggiare i candidati
del centrodestra in corsa alle elezioni locali. Ma a convincere il
Cav sono anche e soprattutto le simulazioni regionali e il fatto
che il nuovo "Polo di Centro" non avrebbe candidati spendibili
praticamente in nessuna regione.
