I “non allineati” del PD

Il PD non si fa mancare niente. E difatti fino a l'altro ieri tra bersaniani, franceschiniani e mariniani (che basterebbero a far rabbrividire un orso polare), c'erano pure i "non allineati". Gli anti-congressisti: quelli che "ma cos'è 'sta roba di fare il congresso"; gli unionisti: quelli che "dobbiamo essere uniti perché poi ci sono le regionali"; gli scettici: quelli che "le proposte in campo non mi convincono", i quartisti: quelli che "ci vorrebbe la quarta mozione" (pietas!).
Che fosse tutta una pagliacciata e si trattasse di un branco di pesci pilota che attendeva di capire dove tirava la corrente per poi schierarsi, beh, l'avevano capito i cornetti caldi del bar di fronte al Nazareno. Manco a dirlo, l'altro ieri i "non allineati" si sono riuniti e, sondati i sondaggi e acquisiti i primi dai dai congressi locali, hanno deciso di votare - guarda un po' - per Bersani.
Cabras, Tempestini, Sircana, Morri, Orlando e altri nomi non destinati ad entrare nella storia d'Italia hanno deciso di stare dove chiunque avrebbe giurato che alla fine sarebbero stati: con quello che vince. Con l'eccezione di Chiamparino, che se non fa eccezione non è lui, e con l'immarcescibile Finocchiaro a fare da testa di ponte (appena ha sentito che Bersani vorrebbe rifare i capi gruppo).

venerdì 11 settembre 2009 Leo Bloom
Tags: Primarie PD

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