Debora senz'h
La Serracchiani è antipatica. Pur avendo il merito di non chiamarsi Debora con l'h, le mille volte che è andata in tv l'abbiamo vista fissare la telecamera, i conduttori e i suoi interlocutori politici, con un'inespressiva aria arcigna.
E' spocchiosa, superba, incapace di ironizzare su se stessa e buona solo a rifugiarsi in un sarcasmo fine a sè stesso che, al massimo, fa ridere qualche pollo. Non appoggiasse Franceschini perchè; a suo dire simpatico - lei che è antipatica - la diremmo una perfetta dalemiana, come tutti i giovani dalemiani affetti da comunistissimo culto del capo e miserrima vocazione imitatrice.
La Serracchiani corrisponde perfettamente all'identikit contro cui Luca Ricolfi ha scritto "Perchè siamo antipatici". Quello che più sorprende del suo attacco agli apparati, che l'hanno voluto consigliera provinciale e segretaria udinese del PD prima, quindi candidata alle europee (apparati politici e impolitici come il trio Repubblica-Rai3-La7), è la noncuranza con cui baldanzosa rivendica la propria vuota autonomia. Non è più abitudine fare analisi del voto, ma nel caso dell'antipatica Serracchiani ci si può provare. Delle 144.342 preferenze che la Serracchiani conta nella circoscrizione Nord Est, più della metà, 73.958, viene dal suo Friuli.
Fatto, di per sè non eclatante e comprensibile. Non fosse che
scorrendo l'elenco del bottino di voti conquistato dagli altri
candidati del PD in Friuli, si scopre che dopo la Serracchiani
(escludendo doverosamente dal confronto il cugino di Berlinguer
capolista con le sue magre 11.246 preferenze) il democratico che ha
preso più voti è il fratello di Prodi, totalizzando 6.255
preferenze.
Da lui a scendere, solo briciole. Questo dato indica che, a
differenza delle altre Regioni della circoscrizione Nord Est dove
gli elettori si sono espressi come altrove componendo una terna di
indicazioni di voto, il Friuli Venezia Giulia democratico si è
militarizzato a favore dell'antipatica Serracchiani.
Gli elettori democratici friulani, su indicazione del partito locale, hanno votato solo lei, determinando il gap vertiginoso con gli altri candidati che è la vera motivazione politica della sua elezione. Una tipica operazione politicista d'apparato ha così permesso alla Serracchiani l'exploit di cui tanto si vanta.
