Un futuro da vice per Deb
Ha festeggiato a Udine, casa sua. Ad acclamarla piccola grande leader del Pd friulano, nella cornice popolare ma al tempo stesso raffinata del Parco del Cormor, c'erano più di mille persone. Un'enormità per latitudini come questa. Eppure Debora Serracchiani si è dimostrata ancora una volta dubbiosa.
Stritolata tra un grande risultato elettorale e la paura di fare un passo di troppo sembra aver riposto nel cassetto la pazza idea di candidarsi a leader del principale partito della sinistra italiana ed essersi convinta che partecipare ad un ticket potrebbe essere la scelta migliore.
I supporter non gradiscono, la vorrebbero vedere seduta sullo scranno più alto del Loft ma è ormai chiaro a tutti che questa ragazza capace di raccogliere più preferenze dei titolatissimi Prodi, Caronna e Berlinguer, punti dritta dritta ad appoggiare un altro candidato, ottenendone in cambio il ruolo di vice.
In principio il suo entourage lasciava trapelare il nome di Dario Franceschini, più per fare un dispetto ai dalemiani che per reale convinzione. Poi pare che il suo mentore, Walter Veltroni, le abbia lanciato una provocazione niente male. Tentare l'accoppiata con Chiamparino, in un ideale asse del nord che va da Torino a Udine. Una sorta di terza via, che in realtà ricorda molto da vicino la prima, quella veltroniana, quella del "ma anche" e dei distinguo a tutti i costi.
