Niente lezioni, sono inglesi
Jacqui Smith, Home Secretary del governo traballante di Gordon Brown, ieri si è dimessa per via di quei rimborsi spese legati a due film porno noleggiati dal marito. È una testa grossa quella che è saltata, seguita questa mattina da quella di Hazel Blears, Communities Secretary. I giornali italiani raccontano che questa è l'ennesima lezione inglese che il nostro presidente del Consiglio dovrebbe prendere in seria considerazione. Un invito a lasciare la sedia, insomma.
In realtà, le dimissioni di Jacqui Smith non hanno nulla a che vedere con noi e, soprattutto, con lo scandalo dei rimborsi spese aizzato dal conservatore Daily Telegrpah. A tal proposito, forse, al Times di Murdoch sono così abbattuti e battuti dai concorrenti che hanno ben deciso di dedicarsi alle storie di casa nostra. Tornando a Jacqui, dicevamo, il suo addio dall'esecutivo era ormai nell'aria da tempo perché è l'esecutivo al quale apparteneva che ormai non ha più fiato.
Gordon Brown è un uomo morto che cammina, è finito per impiccarsi con le sue stesse mani. Rimane Primo ministro senza ministri, soprattutto senza il ministro degli Affari interni. Nell'ultimo anno non ne ha azzeccata una.
Prima la crisi economica che ha colpito fortemente la Gran Bretagna, dove Sky News ha inaugurato la rubrica The Recession per suggerire ai cittadini come risparmiare nelle spese di tutti i giorni. Brown ha varato un piano di difesa che mira alle tasche dei contribuenti, provocando il sussulto nervoso della borghesia che, di fronte al conto in banca ridotto all'osso, non accetta affatto che il governo venga a prelevare il resto dei risparmi. Poi a peggiorare le cose ci ha pensato un fido collaboratore che ha cercato di gettare fango sui rivali del Primo ministro - David Cameron in cima alla lista - spedendo mail direttamente dal numero 10 di Downing Street ad un blogger che creasse scandali personali ad hoc.
E ancora: la legge sui diritti dei combattenti Gurkha che nel corso dell'ultimo conflitto mondiale hanno fatto parte dell'esercito britannico, nella famosa Brigata che porta il loro nome. Brown non si è mai esposto sull'argomento, nel senso che non ha mai preso posizione, mentre i conservatori l'hanno utilizzato per montare la protesta di fronte alle istituzioni colpevoli di essersi scordati del contributo di questi soldati. L'opinione pubblica si è schierata con quest'ultimi.
Dunque nessuna lezione per la politica italiana: la dimissioni di Jacqui Smith sono soltanto l'epilogo di una stagione di fuoco per Gordon Brown, costretto a guardarsi le spalle in tutti i sensi. I laburisti back-benchers, quelli duri e puri, che hanno coltivato il sogno di farlo fuori raccogliendo una mozione di sfiducia, poi naufragata di fronte ad un destino difficile da decifrare. Gordon Brown non ha più un governo da governare, Berlusconi sì. Insomma, non c'è nulla da imparare dalla Gran Bretagna.
