Elezioni: tutta la verità
E con domenica si è chiuso, niente più elezioni in Italia fino al prossimo anno. E' un argomento molto ampio questa volta, oltre alle consultazioni europee più politicizzate di sempre ci sono stati 2 infuocati turni di amministrative e addirittura un referendum farsa. Ma andiamo con ordine, iniziamo dalle Elezioni Europee.
La buona vittoria, anche se non schiacciante come ci si aspettava, pone la coalizione di governo in posizione sicura, forte del suo dato in linea con le Politiche 2008. L'opposizione dal canto suo, s'infila in quella fessura del mancato plebiscito per Berlusconi, il quale aspettandosi valori superiori al 40% è rimasto fortemente deluso. Perchè i sondaggi hanno sbagliato? E perchè hanno sbagliato nella direzione opposta rispetto al passato?
Sembrerebbe che i sondaggisti non avessero intuito la dilagante astensione che avrebbe colpito il sud; il PDL lascia al Sud non meno di 2-3 punti. Certo è che Sardegna, Calabria e soprattutto Sicilia hanno politicamente falsato il risultato. Probabilmente se si fosse votato per le politiche avremmo avuto ancora una volta PD, PDL e Lega sugli scudi con gli altri partiti sulle difensive. Nel primo turno delle provinciali, il centrosinistra si aspettava un bagno di sangue, troppo bene erano andate le elezioni nel 2004 (Forza Italia ed Alleanza Nazionale corsero senza la Lega e nelle province finì 50-9 per il centrosinistra) per sperare di difendersi. Non è dato sapere quali fossero le aspettative in casa PD, ma sicuramente speravano di non lasciare sul campo più di 15, massimo 20 province, comunque molte.
E' finita 28-34 per il centrodestra, con molte province, soprattutto al nord, che hanno cambiato casacca senza nemmeno aspettare il ballottaggio. Soddisfazione in casa PDL, anche se magari ci si aspettava qualcosina in più, nonostante i 23 pick-up più la vittoria in 2 delle 3 nuove province; in casa PD si dissimula. Si è votato anche per rinnovare moltissimi comuni. 30 capoluogo e 192 non capoluogo. Nei primi si partiva da uno schiacciante 25-5 per il centrosinistra, ne è uscito un 16-14 che alla fine accontenta un pò tutti anche se in casa PD, sconfitte come Prato, Cremona e Caltanissetta devono far riflettere. Soprattutto Prato.
Nei comuni non capoluogo si è seguito il trend nazionale anche se partendo da 142-41 le forze di centrosinistra hanno mantenuto la testa fermandosi a 106, di risposta il centrodestra è salito a 73, negli altri comuni si sono imposte liste civiche. Prima di parlare di regionali una doverosa parentesi, visto le scosse che scuotono il Presidente del Consiglio. Se si dovesse votare domani per le Elezioni Politiche non è detto che Berlusconi riuscirebbe a bissare, nelle proporzioni, il successo del 2008. Sondaggi segreti interni, di ormai storica affidabilità danno il PDL al 33%, la Lega al 12%, MPA 1,5%, PD 24,3%, IDV 9,2%, Rad 2,2%, UDC 7%, SL 4%, Com 3,6%, Destra/FT/FN 1,5% che se confermato porterebbe il PD a realizzare una coalizione stile 2008 più UDC o SL e il PDL a tentare l'imbarco della Destra, ormai in crisi e della stessa UDC che sarebbe quindi contesa, riuscendo così ad essere l'ago della bilancia. Fantapolitica, per ora.
Passando alle Regionali 2010 bisogna subito premettere che si parte da un sonante 11-2 per il centrosinistra. Si voterà in Lombardia, Veneto (uniche due al centrodestra), Campania, Piemonte, Puglia, Liguria, Lazio, Calabria, Marche, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Basilicata. Per il centrodestra scontate le conferme in Lombardia, Veneto e sicuro il pick-up della Campania a prescindere dalle alleanze.Stesso discorso per il centrosinistra in Emilia Romagna e Toscana.
Poi ci sono due regioni come Piemonte e Puglia dove il centrodestra è più forte, ma in caso di un UDC insieme al PD queste certezze verrebbero meno. Stesso discorso a parti invertite per Marche, Umbria e Basilicata; soprattutto le Marche sembrerebbero alla portata del centrodestra in caso di accordo con l'UDC. Assolutamente incerte, in quanto totalmente dipendenti dalla posizione dell'UDC fra 12 mesi, Liguria, Lazio e Calabria.
