Le donne del PD

Rosy Bindi è tormentata. Bersani la sta corteggiando con i modi antichi del gentleman emiliano, suscitando sulla pasionaria della sinistra italiana più di un cedimento. I due hanno così tanto in comune, che è in effetti molto difficile non convolino a giuste e sinistre nozze, celebrate magari dal parroco di riferimento don Romano Prodi, testimoni Letta e D'Alema. Ma, d'altro canto, Rosy si è spesa anche tanto in queste settimane per il suo Franceschini, in ossequio a quel richiamo identitario che pure evoca il quattrocchi di Ferrara sull'intera famiglia popolare. Da una parte, quindi, i desideri di libertà e di emancipazione, dall'altro l'attaccamento alla famiglia. Per la 58enne ex allieva dell'indimenticato Vittorio Bachelet, sembrerebbe l'ora delle decisioni irrevocabili. E dire che quel tipaccio di Vittorio Sgarbi la definì più brutta che intelligente.

Le moine di Bersani fanno, intanto, spazientire le altre donne democratiche e già diessine. Prendete Anna Finocchiaro. L'originalità del matrimonio BB (Bersani-Bindi) proprio non le va giù. Per lei, conservatrice di ferro già fieramente contraria a chiudere il PCI per aprire il PDS, la nuova unione rischierebbe di non essere compresa dal popolo diessino confluito nel PD. L'argomentazione è fondata, anche se i maligni segnalano una punta di malcelata gelosia nel giudizio della presidentessa dei senatori democratici. Tant'è che Bersani avrebbe chiesto a D'Alema (primo amore di Anna) di rasserenare la Finocchiaro. Insomma, le donne del PD sono in piena agitazione. Alle primarie di due anni fa scalpitavano tutte per la guida del partito. Per quelle di ottobre litigano per scegliersi il miglior partito.

giovedì 18 giugno 2009 Leo Bloom
Tags: BersaniBindiFinocchiaro

Archivio