La Serracchiani prova a salvare il Pd friulano

Quattro punti percentuali persi rispetto alle regionali 2008 addirittura  sei punti in meno rispetto alle elezioni politiche dello stesso anno e un divario con l'odiato Popolo della Libertà che si amplia a dismisura. Il Partito Democratico in Friuli Venezia Giulia non se la passa benissimo, se è vero, come sembrerebbe emergere da un riservatissimo sondaggio interno, che scenderebbe per la prima volta sotto il 25% dei consensi, "tenendo" nelle province di Gorizia e Trieste ma crollando a Udine e Pordenone con una vera e propria emorragia di voti.

Una notizia come questa, in condizioni normali, non interesserebbe a nessuno perché una Regione con un milione e duecentomila abitanti conta sul panorama nazionale come il due di coppe con briscola bastoni. Peccato che questa regione di frontiera doveva essere, nelle intenzioni dei vertici Pd, il vero bacino elettorale per il lancio di Debora Serracchiani. L'operazione simpatia lanciata dalla leader dei circoli udinesi doveva fondarsi su un dato essenzialmente territoriale: fare il pieno di voti in Friuli, sperare in un consenso "decente" proveniente dalle altre regioni del collegio e puntare ad arrivare tra le prime quattro-cinque posizioni.

Peccato che la pessima performance del Pd porterà in dote al partito di Franceschini la metà esatta dei seggi ottenuti alle ultime europee: sarebbero tre,infatti, e non sei gli europarlamentari eletti a nordest con un innalzamento sensibile della soglia di preferenze necessaria per entrare nel terzetto vincente. L'ultimo friulano diessino che ci provò seriamente, contando solo sui voti della sua regione, fu nel 2004 l'allora segretario Ds Carlo Pegorer che si fermò a quota 43.000 voti personali, nonostante tutti lo ritenessero il vero dominus della politica locale.

Meglio di lui fecero Lilli Gruber (321mila voti), Enrico Letta (175mila), Giovanni Berlinguer (147mila) e Vittorio Prodi (122mila). I primi due non sono in lista, mentre Berlinguer e Prodi corrono nuovamente con il vantaggioso patentino di "uscenti". Al posto dei titolati Gruber e Letta sono arrivati Caronna (coordinatore PD dell'Emilia Romagna su cui si concentreranno i voti della regione rossa per antonomasia) e Frigato (coordinatore provinciale del Pd di Rovigo). Proprio quest'ultimo pare essere il peggiore avversario della Serracchiani, considerato che ambienti vicini alla Margherita udinese lo hanno accreditato come il vero candidato dell'establishment friulano del Pd.

Chiamato in causa sulle reali possibilità di riuscita dell'operazione-Serracchiani, un influente consigliere regionale di centrosinistra avrebbe causticamente sentenziato: "praticamente impossibile." Riuscirà Deb a smentirlo?

giovedì 21 maggio 2009 Simone Bressan