Il berlusconiano cresciuto alla corte di Mauro (Ezio)

Al Tg1, allora, è il momento di Augusto Minzolini, il cronista politico del quotidiano torinese La Stampa. Ma soprattutto, è l'uomo di Berlusconi raccontano dalle colonne di Repubblica, impegnata più che mai a fare da opposizione al presidente del Consiglio. Ironia della sorte, a chiamare Minzolini alla Stampa fu Ezio Mauro, il reggente del giornale di largo Focchetti, Roma.

Correva l'anno 1990, il Cavaliere non era ancora sceso in politica, ma Mauro era sempre Mauro. Due anni dopo Paolo Mieli, approdato alla poltrona che fu di Mauro, lo fa inviato. Quel Mieli che nel 2006 scavalcò la tradizione corrierista di non schierarsi sotto le elezioni, aprendo la strada all'endorsement per la coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi. Era il 1992, il Cavaliere non era ancora sceso in politica, ma Mieli era sempre Mieli.

Cresciuto nell'agenzia stampa Asca e a Panorama, vanta pure due apparizioni nei film di Nanni Moretti "Io sono un autarchico" ed "Ecce bombo": correvano gli anni '70, il Cavaliere non era ancora sceso in politico, ma Moretti era già Moretti. Tutte nozioni che le redazioni dei giornali hanno ricevuto ieri sera, dopo la nomina, attraverso un'agenzia dell'Ansa e prontamente copiata e incollata sui siti dei maggiori quotidiani.

Poi però è successo qualcosa di strano, pare che Minzolini sia diventato un uomo di Berlusconi e, voce raccolta lo scorso ottobre in Transatlantico, pareva destinato a diventare il suo portavoce. Ne ha celebrato le lodi in alcuni editoriali, dicono fosse più agguerrito di Bonaiuti a difendere Berlusconi e forse sarà per questo che a Palazzo Grazioli lo avevano individuato come il portavoce più affidabile.

A lui viene attribuita l'invenzione del minzolinismo, neologismo nato a metà degli anni '90, inteso come "forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte". Un perfetto modus operandi per una televisione al servizio dell'uomo di Arcore. Ma che tanto era piaciuta a Mauro e Mieli. Come dire? Berlusconi deve rendere grazie ai nemici di sempre.

giovedì 21 maggio 2009 Dario Mazzocchi

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