«Vi pare una velina?»
«Guardatelo bene, guardatelo! Vi pare una velina?» Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, non perde occasione di lanciarlo così - non senza una certa soddisfatta cattiveria - in pasto al pubblico dei suoi comizi elettorali. Lui - il non velino - è Marco Scurria, un ragazzone alto con un nasone che lo fa assomigliare a Sid (il bradipo del cartoon Ice Age) e un gilet stile protezione civile indossato sulla giacca e cravatta d'ordinanza del candidato.
In effetti Marco Scurria corre per il Pdl alle prossime elezioni europee e di certo non assomiglia molto ad una velina. Di politica si occupa fin dal primo anno di università ed è proprio da matricola che gli viene affibbiato il soprannome che porta tuttora: "Il Noto". I suoi ex compagni di studi e di militanza ancora lo raccontano ridendo: il primo volantinaggio, l'aggressione degli autonomi e, il giorno dopo l'aulica rivendicazione appesa su tutti i muri. Con la sinistra studentesca che si auto congratula per aver fermato l'azione del "noto" fascista Marco Scurria. Quei tazebao diventano il suo certificato di battesimo. Da allora in poi Marco diventa per tutti "il Noto".
"Noto" di soprannome, "noto" agli ambienti del centrodestra
romano, molto meno noto al grande pubblico politico. Chi è Marco
Scurria? Cosa ha fatto finora? Quarantadue anni, è sposato con
Emanuela Rampelli, sorella del deputato Fabio Rampelli, autorevole
esponente della destra romana. Ma il suo impegno politico comincia
molto prima del matrimonio.
Marco si laurea nel 1991 in Scienze Politiche alla "Sapienza" di
Roma. E' sotto la sua guida, nel 1995, che le liste di destra
vincono, per la prima volta dopo il '68, le elezioni studentesche
negli atenei romani. Fino al 1996 è dirigente nazionale del Fronte
della Gioventù e poi è membro dell'esecutivo di Azione Giovani di
cui nel 2000 diventa vicepresidente nazionale. E' stato componente
l'Assemblea Nazionale di Alleanza Nazionale e, nel 2008, vice di
Gianni Alemanno nella Federazione di Roma, prima della conquista
del Campidoglio.
"Noto" a Roma, dunque. Ma "noto" anche - e parecchio - negli ambienti del volontariato sociale. Per dieci anni, infatti, al fianco alla militanza politica, Marco costruisce il successo del Modavi (Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano), una ong presente su tutto il territorio nazionale- praticamente unica non legata al mondo della sinistra o cattolico - di cui diventa presidente nel 2001.
Grande organizzatore, porta aiuti per le popolazioni di Bosnia e Croazia durante la guerra, per l'alluvione e lo straripamento del Sarno, per i terremotati di Umbria e Marche. Svolge attività di volontariato internazionale in favore dei bambini malati di Aids in Romania, realizza una mensa e un ambulatorio per bambini disagiati di Bahia Blanca in Argentina, organizza la costruzione di un ospedale in Darfur e di un dispensario in Congo. Il Modavi è l'unica ong italiana ad avere un progetto anche in Israele.
L'ultimo impegno prima della campagna elettorale è stato per l'organizzazione dei volontari poche ore dopo il terremoto in Abruzzo, con la raccolta e la distribuzione di beni di prima necessità. Il Modavi infatti ha una forte base operativa a Pescara che è diventata uno degli snodi principali dell'azione della protezione civile.
