A Firenze si può fare?

Classe 1975, militante di Comunione e Liberazione, collaboratore del quotidiano "La Nazione" di Firenze. Nel 1996 si iscrive al Partito Popolare Italiano e ne diventa segretario provinciale solo tre anni dopo. Nel 2001 diventa coordinatore della Margherita della città di Firenze e nel 2003 ne è il segretario provinciale. Presidente della Provincia di Firenze all'età di 29 anni con 347.781  preferenze, pari al 58,8% dei votanti. Il 15 febbraio 2009 vince le primarie per la candidatura a sindaco di Firenze con il 40,52% sui 38.000 votanti. Paragonato al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama da Time per la sua giovane età e per le sue idee "nuove" su economia e ambiente attraverso l'utilizzo di energie rinnovabili. In poche parole è l'astro nascente della classe dirigente del Partito Democratico. Il suo nome è Matteo Renzi. 

Giovane spigliato, sicuro di sé e delle proprie idee, si rivela un ottimo comunicatore e ha una buona capacità di convincimento. Attento agli aspetti del bilancio, Renzi è però molto sensibile al tema degli sprechi nella spesa pubblica. Ha creduto fortemente in un contenimento delle uscite per far risparmiare la cittadinanza, riuscendo a limitare al minimo la pressione fiscale. Sul suo sito troviamo le cose fatte in questi cinque anni di incarico in Provincia. Si dimostra uomo del fare e a capo della Provincia decide di dedicarsi alle opere pubbliche, preoccupandosi prevalentemente di chiudere i cantieri aperti in passato. La principale attenzione è stata dedicata al completamento di opere che erano attese da anni come la Firenze-Pisa-Livorno.

Insomma la parola d'ordine della giunta Renzi è stata: "basta coi discorsi, finiamo le strade di cui questo territorio parla da decenni". Renzi è favorevole all'alternativa "scientificamente più sicura" dei termovalorizzatori per smaltire l'accumulo di spazzatura. Da Renzi concretamente è stata promossa la raccolta differenziata attraverso l'educazione civica nelle scuole e la sensibilizzazione sul tema. Gli obiettivi fondamentali da realizzarsi entro il 2010 saranno la riduzione della produzione dei rifiuti del 15% e il raggiungimento di quota 55% della raccolta differenziata sulla produzione totale di rifiuti urbani rispetto al dato del 2004.

Ma come già detto sopra, il fiore all'occhiello dell'amministrazione Renzi è il taglio di tasse e spesa pubblica. Si è passati dai 98 milioni di euro spesi nel 2007, agli 82 milioni, minimo previsto dalla legge. Questo è stato realizzato anche grazie a piccoli interventi come la rinuncia a 10 auto di rappresentanza su 12 o il risparmiare su telefono e assicurazioni; ma il taglio maggiore riguarda le tre imposte di competenza provinciale. Da candidato sindaco di Firenze, Matteo Renzi ha redatto un programma che si intitola "Firenze al cento per cento". I punti? Cento, ovviamente. Si va da una giunta più snella a un palazzo comunale aperto al ricevimento dei cittadini; dalla lotta al degrado ai semafori intelligenti; dalla razionalizzazione delle municipalizzate ai musei serali; dal parcheggio facile al wireless. Insomma, concretezza e innovazione. Riuscirà a farsi largo tra burocrazia e politicanti o sarà l'ennesima meteora che nulla può dinnanzi alla galassia Berlusconi?

mercoledì 20 maggio 2009 Jean Philippe Zito