Sondaggio SpinCon: Berlusconi 12 punti davanti a Bersani
Dodici punti di svantaggio e un gap difficile da colmare: la
strada di Pierluigi Bersani, nuovo leader dell'opposizione, è tutta
in salita. Secondo il sondaggio realizzato da SpinCon per
Notapolitica, se domani si votasse per scegliere il nuovo
Presidente del Consiglio, Berlusconi batterebbe Bersani 49 a 37. Il
cav migliorerebbe di più di due punti percentuali la performance
fatta registrare alle elezioni politiche 2008, mentre Pierluigi
Bersani perderebbe mezzo punto rispetto al risultato di Walter
Veltroni. Il 13% degli indecisi andrà riconsiderato soprattuto alla
luce di un ipotetico terzo polo centrista con un suo candidato
autonomo. In questa rilevazione, comunque, l'elettorato dell'Udc si
è spaccato praticamente in tre tra chi sceglie il candidato del
centrodestra, chi quello del Pd e chi invece preferisce non
scegliere tra i due.
Il panorama dei singoli partiti fa registrare l'ottimo risultato
della Lega che fa il pieno di voti tra Lombardia, Veneto, Friuli
Venezia Giulia e Piemonte ma si dimostra in grado di incidere anche
in diverse province dell'Emilia Romagna, della Liguria e della
Toscana. Buono anche il dato del Pdl che però non riesce ad
avvicinarsi alla soglia psicologica del 40%. Colpa di un leggero
spostamento dell'elettorato verso la Lega Nord e verso il non-voto,
determinato con ogni probabilità da un lato dall'iperattivismo del
partito di Bossi, dall'altro dalle liti interne di queste
settimane.
Nel centrodestra sono in calo rispetto ai dati di Aprile 2008 sia
il Movimento per le Autonomie di Lombardo che La Destra di Storace:
entrambi perdono punti in favore del PdL e, soprattutto al nord,
della Lega.
Conferma per l'Udc che scende di poco rispetto alle Europee ma
gravita comunque attorno al 6% dei consensi e probabilmente ha un
trend in ascesa determinato dal possibile apparentamento con il
gruppo dei rutelliani.
Nel centrosinistra il Pd sembra essersi ripreso dopo i minimi
storici di questa primavera e viaggia attorno al 29% con tendenza
al rialzo: potere delle primarie e dell'alta esposizione mediatica
che ne è derivata. Tutto da valutare l'impatto sul partito del Caso
Marrazzo, fino ad oggi impercettibile. Meglio rispetto alle
politiche ma in calo nel confronto con le Europee è l'IDV di
Antonio di Pietro che si ferma al 6,7%.
Attorno al 2% le due principali formazioni della sinistra
radicale, Sinistra e Libertà e Rifondazione Comunista. I Verdi di
Bonelli, invece, se corressero da soli non andrebbero oltre lo
0,3%. In calo rispetto alle europee anche i radicali, fermi
all'1,2%.
