Fare il presente, prima del futuro

Parlando di immigrazione ed integrazione nel centro interculturale Semina Semina, a Torpignattara, periferia est di Roma, il Presidente della Camera Gianfranco Fini ci spiega chiaramente che chi non la pensa come lui in materia di immigrazione ed integrazione è uno stronzo. Ovvero che è razzista e stronzo. Avete capito bene, l'equilibrato oratore Fini cambia modello comunicativo e cerca di arrivare al cuore della gente di ogni ceto sociale e livello culturale, esprimendosi nel gergo colloquiale.

Permettetemi di essere malizioso. Fini sta scimmiottando colui che non deve essere nominato. No, non Lord Voldemort, il mago cattivo della saga di Harry Potter, ma il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il cambiamento è stato evidente a tutti, come evidente è stato il destinatario dell'insulto, il Ministro Calderoli. Il Presidente della Camera ha "insultato" Calderoli con l'obiettivo di far sentire le proprie ragioni, a dispetto di ciò che pensa la Lega e gran parte del Popolo della Libertà, che ritiene che non sia sufficiente parlare di cittadinanza breve e diritto di voto per diventare italiani.

Gianfranco Fini pensa quindi che l'integrazione dell'immigrato passi da una semplice modifica di una legge (la legge Bossi-Fini, per l'appunto) e non da un dovuto processo di confronto sociale e politico. Pensando questo sbaglia e di grosso. Non solo sbaglia a livello pratico, ma soprattutto sbaglia a livello teorico. Premettendo che molte volte ci è capitato di pensare che una buona parte di italiani stessi non merita la cittadinanza del Paese natio, si può discutere nel merito delle soluzioni per l'integrazione e l'immigrazione, alternative a quelle di Fini.

Costruire l'italiano del futuro, colui che venendo da un altro Paese decide di vivere in Italia, trovare un lavoro, formare una famiglia, crescere i propri figli rispettando i nostri usi e costumi, e di vedere nel tricolore la propria bandiera, dovrebbe essere l'indiscutibile obiettivo della destra italiana. Sia del Popolo della Libertà che degli altri partiti.

E' anche vero però che per fare questo c'è bisogno di un progetto, di regole e di una buona politica culturale. I flussi migratori possono essere controllati, ma non devono essere fermati. Si deve quindi costruire un sistema che integri lo straniero che sceglie di affidare all'Italia le sue speranze nel futuro ed è giusto che, attraverso un rigido modello meritocratico, anche i nuovi italiani debbano competere nei vertici in ogni ambito lavorativo e non.

Tutto questo però ha bisogno di un schema da seguire, un progetto preciso che punto per punto delinei i passaggi necessari a questa integrazione nel tessuto sociale del Paese, senza troppi sconvolgimenti. Ed è per questo quindi che ritengo inopportune le proposte politiche della Lega per il futuro (rigida opposizione ai flussi migratori), ma le ritengo necessarie all'interno di una situazione di eccezionalità come quella attuale. Il contrasto alla clandestinità dello straniero in questo particolare momento deve, sottolineo, deve essere duro proprio per garantire in futuro una giusta integrazione nel sistema italia del nuovo italiano.

Fini sbaglia a forzare i tempi mettendosi contro la maggioranza parlamentare e la maggioranza popolare. Alcuni processi così complicati come quelli dell'immigrazione, non possono essere forzatamente indotti perché rischiano di far saltare il banco. La sinistra politicamente ha fallito proprio in questo e ne stiamo tuttora scontando le conseguenze. Ha cercato di far accettare un' idea di integrazione che era lontana anni luce dalle esigenze del popolo.

Esigenze di legalità. Solo quando i cittadini si renderanno conto che la macchina burocratica dell'immigrazione sarà effettivamente legittimata nella sua legalità, solo allora si potrà discutere delle modalità di assimilazione e della necessità di costruire un futuro condiviso e comune.

lunedì 23 novembre 2009 Jean Philippe Zito

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