Quel silenzio assordante di Odg e Fnsi
Tra le troppe voci che riempiono le orecchie dell'opinione pubblica, ne mancano due: quelle dell'Ordine dei giornalisti e della Federazione nazionale della stampa italiana, il sindacato unico dei giornalisti. A testimonianza della loro inutilità e partigianeria. Non ci fossero, nessuno ne sentirebbe la mancanza, a parte quei giornalisti che ci campano sopra. Eppure, a questo punto dovrebbero attaccare a dire qualcosa.
Il diritto di stampa risponde a tre principi: quella della verità, della pertinenza (i fatti narrati devono avere un interesse pubblico) e della continenza (i fatti vanno narrati in modo corretto, obiettivo e civile). Il diritto di cronaca consente ai giornalisti di accedere ai dati personali sensibili, quelli tutelati dalla privacy, che punisce chi si procura indebitamente notizie e immagini attinenti alla vita privata di una persona.
Ad Annozero del video dei carabinieri che riprende Marrazzo in mutande hanno fatto addirittura due versioni. Su quotidiani e riviste si susseguono le interviste a nuovi transessuali, ognuno dei quali vuole dire la propria per farsi pubblicità. Si scrivono retroscena nell'intento di tirare nel fango anche il presidente del Consiglio.
Eppure nessuno fiata, va tutto bene. Ai tempi del caso D'Addario, le registrazioni della escort barese, sui quali avrebbe dovuto esserci il segreto istruttorio, finirono on line sul sito di un noto editore che attende nel frattempo 715milioni dalla società del presidente del Consiglio.
E quella registrazioni rispondevano al principio di pertinenza (= interesse pubblico) o molto semplicemente al diritto di morbosità? Eppure tutti scesero in piazza perché la libertà di stampa, dicevano, era in pericolo. Ora non fiata più nessuno. L'unica volta che magari qualcosa andrebbe anche detto.
