Il vero uomo di casa Marrazzo
Tra i due l'uomo è lei. Il primo giorno, all'inizio, poteva essere solo confusione. La telefonata in studio arriva pochissimo prima di andare in diretta. È lui, la voce è strana. Ha appena vuotato il sacco. Lui le rovescia tutto addosso poco prima di andare in diretta. Lo fa solo perché è con l'acqua alla gola. I ricatti e la sua storia con i trans sono stati scoperti. «Roberta senti ora che leggerai i giornali lo vedrai». Piero tenta l'ultima carta. «È tutto falso. Mi vogliono incastrare te lo giuro». Lei forse un po ci crede, ma non ci vuole pensare. Il lavoro è il punto fermo. Si accendono le luci. Lei è lì alla sua scrivania a dire buona sera ai telespettatori. Con il suo touch screen a far vedere le pagine dei giornali.
Ma era solo il primo giorno. Troppo presto per realizzare davvero. La scelta è arrivata dopo. Al mattino il mondo era caduto davvero. Suo marito di nascosto con i trans. I video, i ricatti. E il telefono che non smette di squillare. Tutti chiedono di parlarle, vogliono un'intervista, vogliono sapere cose che nemmeno lei sa. Ma lei non scapperà. Al telefono, magari con il mascara colato, risponde gentile «cercate di capirmi, non so cosa dire». Dice no grazie, no comment, ma risponde sempre. Non spegne mai il telefonino. Resta sul palco. Anzi di più, va a presentare conferenze, a moderare incontri. Ieri il pubblico era in maggioranza femminile, il tema era «il lavoro e le donne». Avrebbe potuto cancellare all'ultimo minuto, tutti l'avrebbero capita, qualcuno forse compatita. In sala quando entra lei è silenzio e brusii. La guardano, la osservano. Cercano di cogliere qualche cedimento, le occhiaie per la notte insonne.
Tutte hanno in mente una cosa: «E io? Cosa avrei fatto io al suo posto? Poverina». Sale sul palco. E con il microfono in mano spiazza tutte: «Sono le donne che davanti alle situazioni più difficili non crollano». È la lezione di Roberta. Tutte si sentono più libere, un pizzico più forti. È l'esempio di Roberta, una con le palle. Lei che a tutte dice: guardate me, peggio di così. Eppure vado avanti e ce la faccio benissimo. Loro si guardano e quasi un po' si vergognano. Il femminismo in fondo è questo. Senza troppa retorica, senza troppo rumore. C'è lei e c'è una figlia piccola. E un marito fragile. Talmente debole che da martedì scorso non si fa più vedere. Piero scappa, invoca certificati medici, cerca un convento dove rifugiarsi e stare in pace lontano da tutti. Stressato, stravolto. Spazzato via come una foglia.
Lei no. Lei è lì. Un punto di riferimento. Frangetta impeccabile e parlantina sciolta. Ieri sera in diretta sul caso Mills. Professionale come sempre. «Lo devo a mia figlia» dice. «La mia famiglia resterà unita». Cosa potrà dire lui davanti a tanta forza? Lui che resta nascosto, che manda avanti lei. Lui che per sette anni non ha mai saputo resistere alla tentazione. Nemmeno pensando a Roberta, che qualcosa al suo pubblico avrebbe dovuto dire.
